Il mutamento e la contingenza politica, la linea di fuga tra passato e futuro non lasciano indenni i paradigmi e le tradizioni del costituzionalismo. L'ordine costituzionale delle società contemporanee fa sempre più fatica a riconoscersi in un insieme di dinamiche fattuali di segno prevalentemente economicistico che ne corrodono tanto la pretesa di unità politica che quella di rigorosa prescrittività giuridica. Il faticoso incontro del costituzionalismo pluralista con i dilemmi della democrazia ha accompagnato un'epoca fondata su delicati equilibri, fonte di pacificante ottimismo e tuttavia non immune da affanni. Gli impervi sentieri della "costituzionalizzazione" europea lasciano intravedere prospettive e soluzioni (in termini di princìpi e di valori, di identità e di cittadinanza) che non potranno tradursi in "costituzione vivente", benché futuribile, se non ricorrendo anche al vasto teatro della storia, al suo patrimonio di memorie e di esperienze.
Non potrà quindi sfuggire il senso della sfida e al contempo del privilegio di vivere un'età di trasformazioni incalzanti e di scenari complessi. E tuttavia, di fronte ad una crescente domanda di riflessione costituente, non si mancherà di notare ancora l'insufficienza dei luoghi e dei momenti deputati alla discussione scientifica del fenomeno costituzionale sub specie historiae. Da questa esigenza nasce il "Giornale di storia costituzionale": da una consapevolezza radicata e da una tensione al confronto. Lo spazio della storia è lo spazio più naturale della costituzione, della sua memoria e del suo presente. Oggi ci appare possibile far sorgere un nuovo foglio - operazione di per sé sempre difficile - per cercare di corrispondere ad un interesse per il "costituzionale" che, già forte in altre nazioni, tende a manifestarsi da più anni anche nel nostro paese. Il Giornale non viene alla luce per denunciare una presunta fragilità della pratica storiografica; esso nasce, al contrario, per dare risalto, partendo dal laboratorio maceratese "A. Barnave", alla variegata vivezza di un quadro che ci si rivela per essere un multiforme polittico. Se ogni suo elemento esiste in piena autonomia, è solo dalla connessione delle singole parti che scaturisce la polifonia dell'insieme.
Il Giornale cercherà, pur nei limiti delle sue forze, di offrire un'immagine rispettosa delle competenze e dei percorsi disciplinari che nella storia costituzionale individuano un approdo o un utile punto di intersezione. Un Giornale, pertanto, aperto al confronto e alla verifica comune. A premessa di tale periodico non si vogliono enunciare troppo impegnativi programmi o intavolare pregiudiziali e paralizzanti discussioni sui canoni metodologici della storia costituzionale. Come nel ricordato polittico, ogni immagine assumerà minor o maggior rilievo a seconda del punto di vista e delle preferenze dell'osservatore. Così dicendo non si vuol abdicare ad un facile "soggettivismo disciplinare", ma solo rammentare la legittima diversità degli approcci e delle domande. Più di un dato, tuttavia, dovrà essere subito evidenziato: che la tanto invocata interdisciplinarità è una pratica impegnativa e rigorosa; che bisognerà pur discernere gli àmbiti di riflessione a partire dai linguaggi e dalle dimensioni strutturanti, il giuridico-costituzionale, il politico-costituzionale, l'istituzionale, il terreno dottrinario e filosofico del costituzionalismo, il campo più largo delle scienze sociali; che, infine, saranno gli oggetti e i temi trattati a delimitare il raggio d'azione del "Giornale di storia costituzionale" dal concetto stesso di costituzione all'ordinamento giuridico dello Stato, dalla struttura politica ai modi della rappresentanza, dal principio di sovranità alle ragioni della democrazia, dalle forme di Stato ai sistemi di governo e di amministrazione, dai diritti e dalle libertà alle garanzie. Il Giornale nasce dunque per favorire il dialogo tra gli studiosi, ma come è auspicabile, senza che l'intersezione si traduca in una inappagante confusione metodologica.
Nello stesso tempo non sembra oggi possibile leggere le storie nazionali senza la pratica convinta e arricchente della comparazione che, proprio nel costituzionale, vanta radici profonde ed esperienze di prim'ordine. Il particolare e il generale devono poter correttamente colloquiare al di là di una modellistica spesso invecchiata e dal sapore "mitologico". I testi e i contesti servono dunque a bilanciare identità e differenze.
Infine, tra le rubriche del Giornale vogliamo qui segnalarne una soltanto, intitolata "Lezioni". Essa germoglia da una fruttuosa operosità seminariale, dal confronto vivo che solo può nascere facendo sedere attorno ad un tavolo studiosi maturi e giovani allievi, favorendo quel momento di condivisione e di sintesi scientifica che dell'Università è la più antica e attualissima ragion d'essere.
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Nel primo numero:
Presentazione
p.5
Tra storia e comparazione
Intersezioni
p.9 Scienza politica e Storia costituzionale. Osservazioni intorno a un sodalizio utile (e possibile)
Lorenzo Ornaghi
p.17 Diritto e Storia costituzionale
Cesare Pinelli
Lezioni
p.23 Spazio democratico e scosse rivoluzionarie
Bronislaw Baczko
p.39 Considerazioni sulle dinamiche dei ceti e l'identità dei gruppi sociali nella Sicilia del Seicento
Francesco Benigno
p.55 Le forme di governo in Giambattista Vico
Gaetano Calabrò
p.61 Verfassung/Constitution: la "confusione babilonese"
del medio Ottocento
Marco Meriggi
Ricerche
p.75 John Adams prima della rivoluzione: le istituzioni del passato per i diritti delle colonie
Federico Mioni
p.93 La Rivoluzione nelle parole: dalla régénération del regno di Francia al processo costituente dell'Ottantanove
Giovanni Ruocco
p.109 Alle origini del successo della Corte Suprema americana
Benedetta Barbisan
Virtute e conoscenza
p.129 Sfogliando i manuali: percorsi di storia costituzionale
Federico Lucarini
Testi & pretesti
p.151 Sketches by the Polls. La politica e il sistema elettorale inglese sotto lo sguardo
di Charles Dickens
Paolo Colombo
Cronache italiane
p.165 Lettera da Torino
Nikolaj Dobroljubov
Librido
p.177 Ottantaquattro proposte di lettura
Agenda Barnave
p.207 Notizia
p.209 Dottorato di ricerca in Storia e teoria delle costituzioni moderne e
contemporanee

La redazione
Roberto Martucci, Luigi Lacchè (direttori)
Angelo Ventrone (direttore responsabile)
Paolo Colombo, Federico Lucarini, Giovanni Ruocco, Luca Scuccimarra (membri del comitato di redazione)
Marco Fioravanti, Alessandro Macrì, Paola Mandillo, Paola Persano (segreteria di redazione)
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